Tanto rumore per nulla

Tanto rumore per nulla.
Se c’è una frase che sintetizza i cinque anni dell’assessore Facciola, è proprio questa!
Dopo aver girato in lungo e in largo la nostra povera regione con il ‘PSR tour’, una vera e propria campagna elettorale permanente tutta volta a inutili e ridicole autocelebrazioni raccontando a sindacalisti proni e a agricoltori dubbiosi (ne hanno visti tanti di venditori di pentole) di aver messo a punto una formidabile macchina organizzativa, ecco il conto: il nulla! 
Nel nulla saranno finiti anche i contributi spettanti ai 3640 agricoltori aventi diritto sull’annualità 2015 e 2016 relative alle misure 11,10,13 tra cui gli aiuti per l’agricoltura biologica e le misure agro-ambientali.
L’Assessore a giugno aveva dichiarato che i suddetti contributi sarebbero stati pagati con cadenza regolare e, precisamente: il giorno 23 giugno, 11 luglio, 28 luglio, 14 agosto e 14 settembre 2017.
Tutte date puntualmente disattese!
Insomma, nonostante la formidabile macchina organizzativa, l’Assessore ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza della sua fama, centrando l’ennesimo obiettivo disastroso: anche in questo caso il Molise rimane un misero e bistrattato fanalino di coda.
Nel frattempo continua imperterrito con le sue conferenze stampa e tour regionali, ostinandosi a chiedere incontri ad AGEA, la stessa AGEA che sotto la spinta dei sindacati (che qui in Molise stranamente tacciono) ha pagato da oltre un anno gli stessi contributi agli agricoltori pugliesi e abruzzesi, campani e laziali, senza voler considerare per oggettiva incomparabilità gli esempi delle regioni virtuose, Veneto ed Emilia Romagna, in cui l’assessorato, per colmare eventuali ritardi nei pagamenti, può decidere di anticipare le somme agli agricoltori.
A questo quadro si aggiunge, con qualche legittimo dubbio, il famigerato “Tavolo Verde”, dove l’Assessore Facciolla incontra periodicamente tutte le associazioni di categoria del settore agricolo per discutere non si sa bene di che cosa. Una sorta di metodo per rabbonire i rappresentanti sindacali in modo da pacificarli e farli tacere? Chi lo sa. 
Ciò che è certo è che gli agricoltori non possono più attendere, né avere la pazienza di ascoltare altre chiacchiere inutili.
L’alternativa è un atto di onestà, se le riesce, chieda scusa e passi la mano, 
almeno per una volta riuscirebbe ad anticipare i tempi!
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